Da: The World of Shamanism
CAPITOLO 1 - Perché lo sciamanismo e perché adesso?
Gli antichi dèi sono morti o stanno morendo e la gente ovunque li sta cercando... (Joseph Campbell)
Dopo essere stato a lungo demonizzato, lo sciamanismo oggi
ritorna.
La più antica disciplina di guarigione - ben più antica delle piramidi,
secondo alcuni risalente a 40.000 anni fa, secondo altri addirittura
100.000 - attrae molte persone, perché?
Si tratta di pratiche
spirituali che hanno preceduto la Bibbia, il buddhismo e l'induismo.
Possibile che oggi risveglino l'interesse dell'Occidente? Per Roger
Walsh, ci sono motivazioni culturali e accademiche ma, soprttutto,
correlate alle tecniche di guarigione.
Apertura della mente occidentale
La
cultura occidentale sta cambiando rapidamente. E' il villaggio globale
che ci mette in contatto con tante culture diverse e stimola la nostra
attenzione. Del resto, pratiche spirituali molto antiche come lo yoga,
la meditazione, il taoismo, la Qabbalah, il sufismo e molte altre si
sono integrate ai nostri stili di vita già da tempo.
Le esperienze
psichedeliche e la scoperta degli stati modificati di coscienza, negli
anni sessanta del secolo scorso (in genere, legati all'uso di droga ma
non solo), hanno contribuito a rivelare agli occidentali l'esistenza di
stati di coscienza diversi da quello ordinario. L'ultima volta che
l'uomo occidentale li aveva sperimentati era 2000 anni fa con i misteri
eleusini in Grecia.
Separate da un contesto comunitario e rituale,
gli stati di coscienza non ordinari hanno comportato per gli
occidentali esperienze dolorose e patologiche, ma anche hanno svelato
possibilità inedite e trascendenti della coscienza.
Su questo
punto, la psicologia trans-personale ha una posizione illuminante: le
personalità pre-egoiche, che ancora non hanno realizzato un ego
strutturato e solido, possono essere vittime inconsapevoli di pratiche
che richiedono disciplina e controllo (N.d.R.).
Apertura della cultura accademica
Gli
antropologi studiano lo sciamanismo da quando è nata la loro
disciplina. All'inizio, in modo etnocentrico, ma da qualche temo in modo
imparziale e empatico.
Gli studi cominciano a cercare l'equilibrio fra coinvolgimento e distacco
(N.d.R.). Comunque, a partire dagli anni sessanta, qualcosa è cambiato
radicalmente nell'approccio scientifico a questo oggetto d'indagine.
La professione antropologo è cambiata profondamente. Studiosi come
Michael Harner,
Larry Peters,
Barbara Tedlock,
Bradford Keeney
hanno non solo studiato le culture indigene, ma hanno anche praticato
le tecniche sciamaniche e ne hanno sperimentato l'efficacia su di sè.
Nessuno avrebbe mai immaginato uno sviluppo del genere.
Naturalmente questi studiosi hanno attirato su di sè i sospetti della comunità accademica.
Ma
il processo attraverso cui lo studioso si trasforma in sciamano è ben
narrato nei libri di Michael Harner, ed è un processo che non può
interrompersi per qualche critica accademica, che spesso è ideologica
(N.d.R.).
Inoltre, gli antropologi citati sono studiosi di
fama e di carriera in prestigiose università: alla fine, hanno
conquistato una pletora di giovani ricercatori che hanno assunto un
atteggiamento empatico verso lo sciamanismo.
Si sono aggiunte altre discipline. Per esempio,
l'antropologia della coscienza e la
psicologia trans-personale (vedi Ken Wilber). Questa
si fonda sull'importanza delle esperienze relative alla propria
identità, poiché gli stati modificati di coscienza affievoliscono il
senso dell'IO e aprono squarci verso stati di coscienza più larghi, più
inclusivi,
oltre l'Io.
Infine, c'è la pietra miliare di
Carlos Castaneda: uno studente che nel 1968 se ne uscì con un libro su uno sciamano Yaqui (in Italia, la prima edizione si intitolava:
A scuola dallo stregone)
descrivendo processi di grande interesse. Nei libri successivi,
raccontò una serie di eventi piuttosto improbabili e fu stigmatizzato
dalla comunità accademica.
Ma ciò non fermò il movimento
culturale, che il suo testo aveva innescato in un pubblico pronto a
recepire messaggi connessi con un'alternativa culturale a quella della
società occidentale (N.d.R).
Castaneda resta un personaggio
enigmatico per svariati motivi. Walsh narra di averlo conosciuto e di
essere stato colpito dal suo carisma, ma aggiunge che i "movimenti del
corpo" del suo insegnamento (la
tensegrità, N.d.R.) non hanno niente a che vedere con lo sciamanismo.
La validità delle tecniche dello sciamano
Mentre
molte discipline spirituali richiedono anni di apprendistato, le
tecniche sciamaniche agiscono velocemente. E' sufficiente avere un
tamburo per accedere agli stati modificati di coscienza!
(
Su questo punto nutro qualche riserva: ho personalmente sperimentato le tecniche sciamaniche dopo decenni di meditazione vedanta,
e sono certa che senza questo lungo training non avrei potuto calarmi
in queste pratiche, che possono essere, a mio parere, fraintese e
"portare" in un inconscio collettivo pieno di insidie - N.d.R.).
Sull'efficacia
di tecniche apprese in brevi workshop della durata di un week end (che è
la modalità di fruizione degli occidentali) c'è un grosso dibattito e
qualche polemica. Nondimeno, tutti i fattori citati hanno contribuito
all'apertura della cultura occidentale verso lo sciamanismo.